Tagebuch TdS/ Journal TdS/ Diario TdS
#2 - Diario di Gavazzi, 13.06.2010
Cari amici,
ecco come il ciclismo regala talvolta occasioni inaspettate. Proprio perché sono inattese, è davvero difficile coglierle, come parzialmente è accaduto a me oggi, nella 2^tappa del Giro di Svizzera.
La frazione che ci ha portato da Ascona a Sierre sembrava, sulla carta, destinata a un arrivo in volata, quindi a una lotta a suon di gomiti, scie e rapportoni tra le ruote più veloci del gruppo. In realtà, le cose nel finale non sono andate in questo modo, perché nell'ultima salita di giornata, ovvero l'ascesa di Valencon, il gruppo ha cominciato a viaggiare fortissimo, pedalando a un ritmo folle anche nella successiva discesa. Che peccato non aver avuto tempo di godermi il paesaggio punteggiato da bellissimi vigneti, ma non c'era tempo da perdere perché, essendosi staccati i nostri velocisti di punta Petacchi e Furlan, è toccato a me tenere alto il nome della Lampre-Farnese Vini.
L'occasione era interessante, perché il gruppo di testa, nel quale ero riuscito a rimanere assieme ai compagni Spilak, Ulissi e Pietropolli, era ridotto a solo una cinquantina di unità: quando in circolazione non ci sono gli sprinter puri, posso solitamente dire la mia parola. Purtroppo, qualche velocista di alto rango era ancora rimasto nei paraggi della testa della corsa e così mi sono dovuto accontentare del 9° posto in una volata strana, caotica, nella quale non ho trovato lo spiraglio giusto. Vittoria per Haussler.
Le tappe sulle quali ho messo un cerchiolino rosso comunque devono ancora arrivare!
Dear friends,
that's how cycling gives sometimes unexpected chances, gift that is not so simple to appreciate because they're unexpected, as happened to me in the 2nd stage, Ascona-Sierre.
It should have been a quite simple stage, suitable for pure sprinters, but everything changed in the last climb of Valencon when the the bunch began to pedal at full speed, covering at a high pace the downhill too. What a pity I could not took my time for look at the panorama, with alle these beautiful grapewines, but there was no time since my team sprinters Petacchi and Furlan could not be in the head group, so it was my turn to try to honour blue-fucsia colors.
The chance was very interesting, since in the head group there were only 65 athletes, my team mates Ulissi, Pietropolli and Spilk included: when there are not so many top sprinters, I can be competitive. But some of these pure sprinters was with me and so I could not do better than a 9th place in a chaotic sprint.
Anyway, the stages that suit better for me are coming and I want to be ready.